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PECE

PECE
La logica si infrange quando non si ha voglia di staccarsi, quando il bisogno e' quello di rimanere aggrappati

ANOMALIE ARMONICHE

ANOMALIE ARMONICHE
SE lO RITIRNI NECESSARIO SONO, MMMMM, SIAMO ANCHE QUI

sabato 31 dicembre 2011

....


.....a ognuno il proprio banco su cui battere....
io batto solo sul mio e i suoni hanno un eco che non hanno mai avuto.

giovedì 22 dicembre 2011

...quell'uomo che....


Il vecchio rientro' in casa un poco frastornato,
sicuramente infreddolito.
Si tolse il suo cappotto ,le scarpe ancora gocciolanti di umidita'.
Sentiva le voci dei bambini ,che giocavano nella sala,tiro' un sospiro profondo e apri¡ la porta.
I cuccioli corsero ad abbracciarlo e lui sorrise dimenticando per un attimo...




Nel pomeriggio aveva deciso di uscire,
tutto era pronto per la cena di Natale.
Solo quattro passi per sgranchirsi un po',come era solito fare. Era nei pressi del parco ,coperto alla vista del sentiero da una siepe. Immerso nei suoi pensieri protese il suo sguardo oltre e vide la figura di un uomo. Gli pareva famigliare,anche se non riusciva a mettere a fuoco chi potesse essere.
Giovane,sguardo sereno,fiero,con il sorrriso che gli rigava le labbra.
Doveva essere il figlio di qualcuno che conosceva,penso'.
Si .Assomigliava a qualcuno,assomigliava a molti, era confuso.
Mentre pensava a tutto questo,non si accorse che l'uomo si era mosso da dove era ed ora lo stava guardando.Non era piu' coperto dalla siepe.
Alzo' gli occhi,incontro' quelli di lui.Sbatte' ripetutamente le palpebre pensando di non vedere bene,non riusciva a decifrare il colore della pupilla degli occhi dell'uomo.
-Salve- disse il giovane guardandolo e avvicinandosi un po'.
-Salve-rispose il vecchio.
-Il sole ha baciato questa vigilia di natale,anche se fa molto freddo,non trova?-domando' l'uomo dal volto di tutti e di nessuno.
Il vecchio ora era perso nel pensare chi potesse essere e come usa, o meglio,come usava in queste zone gli chiese:
-Ma tu di chi sei figlio?-
L'uomo lo guardo' allargando gli angoli della bocca in un sorriso ,che pareva quasi una risata.
_Perche' questa domanda?-
Il vecchio, al quale gli anni avevano sciolto la timidezza e dato alla sfacciataggine una degna sepoltura,accentuo' la sua analisi,scorrendo la memoria,non trovando risposta.Pareva il figlio di tutti in questo momento,poteva essere anche uno dei suoi.
-Le domando questo,perche' il suo aspetto mi ricorda qualcuno,ma non riesco ad identificare chi. Sa gli anni hanno accecato un poco la mia memoria,ma piu' quella del passato recente ,che quella piu' antica.-
-Beh,facciamo cos¡-disse il giovane fissando i suoi occhi in quelli del vecchio e guardandolo quasi con fare di sfida,sorridendo,quasi un ghigno-Provi ad indovinare-
E di nuovo ripasso' tutta la sua memoria,avvicinandosi di piu' ,osservando bene i suoi lineamenti.Sembrava il figlio di Pietro,pero' non era sicuro.Poteva sembrare anche quello di Giacomo o di Antonio,pure quello di Renato.Osservandolo bene ora,vedeva somiglianza anche in suo figlio Andrea.
E il giovane ,fermo davanti a lui continuava a ostentare il suo ghigno,pero' non gli dava fastidio,aveva la sensazione di agio a stargli vicino.
Mentre rifletteva su questo si apri' un varco nella sua mente,nella sua memoria.
-Posso chiederle quanti anni ha?-
-Ma certo.Le potrei rispondere secoli,millenni,pero' penserebbe che mi sto burlando di lei.Vediamo di facilitare la cosa.45.-
Il vecchio rimase sbalordito,la stessa eta' del figlio Andrea,pero' ne dimostrava molti meno e il giovane scoppio' in una risata.
-Quindi anche tu sei nato in quell'anno,cioe' voglio dire quel famoso anno-
-Ehm..-rispose anche se pareva stesse scherzando,burlandosi di lui-si in quell'anno.Famoso?-
Ora era il vechio che sorrideva e si perse nei ricordi cominciando a raccontare:
-Si!Famoso.Fu un anno indimenticabile,quasi magico.Certo,nacque mio figlio Andrea.Pero' quello che lo rende eccezzionale e' l'armonia,le risate,i colori,la vita di quel'anno, oltre al fatto che sembrava quasi una stregoneria,quell'anno nacquero a poca distanza l'uno dall'altro solo maschi.Come in scala.-
-Ehhhh...._
-Il paese era vivo,eravamo tutti felici,c'era qualcosa nell'aria,nel vivere quotidiano,profumi e...beh,si stava propio bene.Ora che ricordo bene fu l'anno che arrivo' in paese un uomo..ehm..pffff...la mia memoria,ora non ricordo come si chiama-si fermo' un istante e penso' di essersi fatto prendere un po' troppo dai ricordi,ora l'uomo di cui non ricordava il nome gli pareva quello sorridente che aveva di fronte.
-Le donne....-lascio' la frase ssopesa un attimo mentre gli brillavano gli occhi.
-ehhhhh....le donne?- domando' il giovane.
Quasi si vergognava..quasi...
-Le donne cominciarono a uscire sole,quasi tutte le sere.Lo strano era come lo facevano.Ognuno di noi guardava la propia moglie mentre si vestiva,mentre si pettinava i capelli.Erano bellissime,la loro pelle profumata emanava odore di vita,le loro labbra erano invitanti,le falde delle gonne sembravano piu' corte e lasciavano trasparire la pelle delle loro gambe.I loro seni prosperosi spingevano nelle camicette,sembrava volessero uscire,liberarsi.-
arross¡ un poco.
-ehhhhh....-
-Le sentivi ridere tutte insieme,sembrava confabulassero,non erano mai state cosi' unite.
Le seguivi con lo sguardo mentre ancheggiavano per la via ed ognuno di noi,nel bar era orgoglioso della propia.Belle,come non lo erano mai state.-
-Ehhhhh...-
-Eppoi..-guardo' il giovane ,sorrise e alla fine si lancio'- beh,si e' un uomo anche lei.Poi quando tornavano a casa erano diverse.Cioe' erano sempre le stesse,pero'....-
-Che intende?-
-Saro' sincero.Mai ho fatto all'amore con mia moglie come in quell'anno e la stessa cosa la udii dagli amici.Erano fantasiose-arross¡di nuovo-come assatanate e tutto questo non e' che mi dispiacesse-guardo' l giovane uomo sorridendo,mentre gli luccicavano gli occhi.
-Era come se il corpo di mia moglie avesse avuto una nuova vita,una vita diversa e godevo di cose che mai mi sarei sognato di chiedere.-
-Ehhhh....lo credo.-
-Si lo creda!-mentre il vecchio sogghignava eccitato dai ricordi-Cos¡,questa nuova ondata di vita e di....insomma,porto' alla nascita di nuovi figli e come le ho detto prima,lo strano tutti maschi.Pero' l'incredibile e' che ci pareva si somigliassero tutti.Un po' come lei che,scusi se glie lo dico,assomiglia un po' a tutti i nostri figli.-
-Ehhh....ehehehe..-
Il vecchio non si accorse che stava vedendo il passato con i suoi occhi chiusi,pensava a una notte,quando la moglie rientro' a casa,quando si avvicino' a lui,sfidandolo con il suo corpo,quando ....
-...Quindi saluti tutti i miei fratelli....o....-
Mentre pensava queste parole si persero nel freddo.Si riprese dalla memoria.
-Quindi di chi e' figlio lei?-domando' aprendo gli occhi,domando' al vento,perche' era solo.Nessuna traccia del giovane.
-Bah che maleducato,se ne va senza nemmeno salutarmi.-


Ora era in casa,con i suoi nipoti,aspettando i suoi figli,generi,nuore per festegiare il Natale.
Arrivarono tutti o quasi.Si guardo' intorno,ne mancava uno.Andrea.Suono' il campanello.Era lui,rimase impietrito a guardarlo,osservava il suo volto che emergeva dalle braccia delle sorelle,delle nuore che lo stavano coccolando,baciando,lo avevano quasi assalito....eppure...qualche anno in piu' e...no lo stesso anno...scosse la testa...vide il volto della moglie ,le sorrise...
-Cara,ti ricordi come si chiamava quell'uomo che........


...el hombre que....

El viejo retorno' a casa un poco aturdido, sin duda frío. Él se quitó la chaqueta, los zapatos todavía goteaba con la humedad. Oyó las voces de niños jugando en la habitación, dispara¡una respiración profunda y abr¡ la puerta. Los cachorros corrió a abrazarlo y él sonrió, olvidando por un momento ...

Por la tarde se decidió a salir, todo estaba listo para la cena de Navidad. Cuatro pasos para estirar un poco , como lo había siempre hecho. Fue cerca del parque, a la vista del camino cubierto por un seto. Inmerso en sus pensamientos, se extendía sobre sus ojos y vio la figura de un hombre. Parecía familiar, aunque no podría centrarse en que podría ser. Jóvenes, aspecto sereno, orgulloso, con estrías sorrriso que sus labios. Iba a ser el hijo de alguien a quien conocía, me parece. Que. Parecía que alguien estaba como muchos otros, estaba confundido.
Mientras pensaba todo esto, no se dio cuenta de que el hombre se había movido de donde estaba y ahora lo estaba  mirando.Non cubierto por la cobertura. Levanto los ojos de cumplir con los de él párpados  en repetidas ocasiones, el pensamiento de no ver bien, no podía distinguir el color de la pupila del ojo del hombre.
- Hola!!-dijo el joven mirandolo y un poco más cerca.
-Hola!!-dijo el viejo-.
_ El sol besó esta víspera de Navidad, a pesar de que hace mucho frío, ¿no?-pregunto'el hombre de la cara de todos y de nadie. El viejo tiempo se había perdido en sus pensamientos, y que podría ser utilizado como, o mejor, como se hizo en las siguientes áreas:
-Pero usted es un hijo de qui -?
El hombre miró la ampliación de la comisura de los labios en una sonrisa que parecía casi una risa. _¿Porque' esta pregunta ?-
El viejo, a quien los años se había derretido la timidez y la audacia le dio un entierro digno, acentuado su análisis, la memoria en funcionamiento, no encontrar a su  risposta.Pareva todos en este momento, podría ser también uno de los suyos.
-Se lo pregunto, porque su aspecto me recuerda a alguien, pero no puedo identificar quién. Usted sabe de los años han cegado mi memoria un poco, pero más que el pasado reciente, el más viejo .- -Bueno, hacemos una cosa- dijo el joven clavando sus ojos en el viejo y mirando casi hecho reto, con una sonrisa, casi una mueca
-Trata de adivinar-
Y una vez más reviso' todo su memoria, se acerca más, observando así su carateristicasParecia el hijo de Peter, pero no fue hasta parece que sicuro.Poteva Juan oToni,y el buen uso Renato.Observandolo Ahora, vio similitudes en su hijo Andrea. Y el joven, de pie delante de él continuó para hacer alarde de su sonrisa, pero "no le molestaba, había una sensación de tranquilidad para estar cerca de él.
Pensando en esto abr¡ un paso en su mente, en su memoria.
-Puedo preguntarle cuántos años? -
- yo podría responder certo..le siglos, milenios, pero creia que me estoy burlando de usted.Ententere' facilitar cosa.45 .-
El anciano se quedó atónito, de la misma edad de su hijo Andrea, pero se veía mucho menos fuerte y la explosión joven fuera.
 -Así que usted también nació en ese año, que me refiero a que famoso año
- Ehm ..- dijo que aunque le pareció que era una broma, riéndose de él-que
-Si, en ese  año.Famoso? -
Ahora el Viejo sonreía y se perdió en los recuerdos empiezan a decir:
-Si! Famoso.Fue un año inolvidable, casi magico.Certo, nació mi hijo Andrea.Pero lo que lo hace excepcional es la armonía, la risa , los colores, la vida de esto año, además del hecho de que parecía casi como una bruja, ese año nacieron cerca de cada escala solo hijos masculinos.Come único .-
-Ehhhh....-
-El país estaba vivo, todos estábamos contentos, había algo en el aire, en la vida cotidiana, e. .. perfume Bueno, estubemos bien.Ahora que recuerdo fue el año que vienea un hombre en la aldea. . .. uh ... pffff mi memoria, no recuerdo su nombre- sigue siendo ;un momento y piensaque lo hizo tomar un poco demasiado de la memoria. ahora el hombre no podía recordar el nombre parecía el sonriente delante de él.
-Las mujeres-....- dejo la frasesospendita un momento, mientras sus ojos brillaban.
-Ehhhh....le mujeres?-pregunto' el juvine.
Casi avergonzado .. casi ...
-Las mujeres comenzaron a salir sola, casi todas la noches.El raro estaba como lo hicieron.Cada de nosotros propia esposa vio cómo se vestía, mientras que el peinado capelli.Erano hermosa, su piel despedía olor fragante de la vida, Sus labios estaban invitando, las pendientes de las faldas parecía más judiciales y revelar la piel de su gambe.I próspera empujando sus pechos en blusas, parecía querer dejar de salir, deshacerse .-
¡se sonrojó un poco.
-Ehhhhh.....-
-Las podia sentír reír juntos, parecían conferir, nunca habían estado tan ;juntos. Yo seguí con la mirada mientras se movían al y la forma en cada uno de nosotros,entre el bar, cda hombre estaba orgulloso de propia.Hermosas, ya que nunca había estado .-
-Ehhh....-
-Y entonce.. miroal joven, le sonrió y, finalmente, lancio
- bien, tambien usted es un hombre. Incluso cuando llegaban a casa eran diferentes,eran siempre las mismas, pero....-
-Que significa?-
-Sere' sincero. Nunca me hizo el amor con mi esposa en ese año y la misma cosa que oí de mi amigos.Estaban fantasiosas-se sonrojo' una vez mas- ¡-como una bruja, y todo esto me gustaba-miro' el joven sonriendo, mientras sus ojos brillaban. -Era como si cuerpo de mi esposa tenía una nueva vida, una vida diferente y yo disfrutamos de las cosas que nunca soñé de hacer .-
-Ehhh...lo creo.-
-Ya,lo crea!--Sonrió con entusiasmo que el anterior  con surecuerdos,- esta nueva ola de la vida .... y así, el puerto para el nacimiento de nuevos hijos, y como he dicho antes, todos masculinos.Pero extraño,el increíble  que parecía ser algo. se parecian todos.Un pococomo usted, lo siento si se lo digo a usted, parece un poco a todos nuestros hijos .-
-Ehhhh...eehehehe.-
El viejo no se dio cuenta de que estaba viendo el pasado con los ojos cerrados, pensando en una noche cuando su esposa regresó a casa, cuando te acercas a él, desafiante con su cuerpo, cuando ....

-Así -... saludos a todos mis hermanos .... o. ...-
Aunque estas palabras se perdieron en el pensamiento de disparos freddo.Si de de la memoria. -Entonces, ¿ de quién es hijo?-
Pregunto' abriendo los ojos, le pido en el viento, porque era solo.Alguno rastro de los jóvenes. -Bueno, eso grosero, no hace falta siquiera decir adiós .-

Ahora él estaba en casa con sus nietos, a la espera de sus hijos, los géneros, festegiare la ley para la Navidad. Llegaron todos o casi.Miro'todos, carecía de uno.Andrea.Suonaron a la puerta.Él.., observando su rostro que surgió de los brazos de sus hermanas, las hijas que eran caricias, besos, la había atacado casi .... y sin embargo ... e. unos cuantos años más,no .. el mismo año ... negó con la cabeza ... vio el rostro de su esposa, le sonrió ...
-Mi querida, recuerdas el nombre de  hombreque......-

giovedì 15 dicembre 2011

Ieri,tra i centinaio di foto che ho scattato ,una mi e' rimasta impressa.Lontano dai colori,dal prezioso ambiente in cui mi trovavo,la cantina del Brandy,l'atmosfera di festa,lo sfilare di cantanti .
Ombre gettate su un muro.Non e' nostalgia,pero' mi ricorda casa.
La sfilata quotidiana dei soliti passi.
Le strade deserte quando cala il sole.
L'aggrapparsi quotidiano all'avere.
Ombre dall'ambiguo lineamento,
suoni smorzati,
colori spenti,
il grigio barlume della nebbia,
gli sfarzi di un natale finto,
di promesse mancate,
di usanze pesanti.

Pasti dei propri passi,
condivisi con pochi,
dietro incontri radi,
sempre piu' radi,
dove spesso non si hanno argomenti,
dove il denaro ha affondato i suoi artigli,
stringendo la morsa,
dove si guarda chi si accontenta di meno,
pur di poter vivere,
come un pazzo.

Alzo lo sguardo e sorrido,
a questi colori sgargianti,
alla gente che canta e balla per strada,
che il poco che ha lo condivide con gli altri,
come il suo tempo.
Mentre le dita pizzicano le corde di una chitarra...




martedì 13 dicembre 2011

I pensieri tornano indietro nel tempo,
come scie di questo cammino senza fine,
quasi a spazzare le orme.
Le accarezzano.
Con le unghie grattano quel nero asfalto,
come a spazzare quel velo che si e' posato sopra il passato,
un velo che non copre i riflessi di ogni angolo,
di ogni odore,di un suono, che la mente collega a cio' che sono e mai a cio' che son stato.
Come lame solcano ancora quelle ferite,
dando luce a cio' che non c'e' piu',
che sicuramente non incontrero' nei passi che continuano a susseguirsi,
ma che e' sempre con me.

Gli occhi osservano i rumori di passi pesanti,
non e' specchio quello che riflette dai tuoi,
non puo' esserlo.
E' la comprensione,la consapevolezza del peso,
sebbene di una vita differente,
minuscole particelle senza materia che si incontrano,
comela polvere spazzata dal vento,
che cade da una foglia per appoggiarsi ad un'altra.


Al di la' di questo fumo,che specchia le ombre,
che le inganna facendole somigliare come immagini speculari,ci stanno le mie stanze vuote,
quelle che ho chiuso perche' nessuno puo' riempirle,
nessuno e' in grado di calpestarne il pavimento,
se non cadendo in basso.
Eppure quello che chiamiamo specchio,anche se non riflette l'imagine di quello che siamo ,se non, troppo spesso, quella che vorremmo vedere,il fumo si dissolve,
senza il taglio di lampi di luce abbaglianti.

E si cammina lentamente,senza disperdere nulla,
nella semplicita' di mettere in gioco noi stessi e di accettare indiscriminatamente come siamo.
La perfetta imperfezione.





venerdì 9 dicembre 2011

...dietro le tende....detras las cortinas..

Amo il buio,
amo il nero,
quante volte mi sono calato nella mia dark room,
oscurando tutto cio' che mi stava intorno,
oscurando me stesso.
Nel mio inferno non c'e' posto per il nero opaco,
solo riflessi su di un nero lucente.

Me encanta la oscuridad,
me encanta el negro,
¿cuántas veces he caído en mi cuarto oscuro, oscureciendo todo lo que estaba a mi alrededor, ocultando me mismo.
En mi infierno no hay un lugar para el color negro mate,
sino la reflexión de un negro brillante.

Non ho mai messo tende alle mie finestre,
sempre aperte in ogni stagione.
Sorrido ancora a vedere i volti nascosti,
che ti osservano increduli,
a volte ammirandoti,
altre guardando avanti,
cercando un qualcosa sul suolo in cui potrei inciamparmi.
A che scopo?
Tanto mi rialzo.

Nunca me puse las cortinas de mi ventanas
siempre estan abiertas en todas las estaciones.
Sonrío aún ven sus rostros ocultos,
mirada de incredulidad,
a veces admiración,
otras mirando hacia delante,
en busca de algo en el suelo donde podría tropezar con él.
¿Con qué fin?
Así que me levanto.
E' vero,
ho passato molto tempo lontano dal mondo,
seduto sui tetti a osservare cio' che accadeva in basso,
accompagnato dal suono dei grilli,
nella notte,
quando la maggioranza della vita stava dormendo
e i pensieri erano liberi di vagare indisturbati.
Ho riflesso tutto cio',
che navigava nella mia mente,
su questo schermo,
con i miei passi ,
che marcavano orme anche se stavo seduto,
incapace di fermarmi,
goloso di conoscere,
di crescere ancora,
di sfidare il tempo,
di sfidare il senso.
Unico mio rifugio,
dove mi rigeneravo,
era il mio bosco.
Dove ogni me si confrontava,
dove la ragione sfidava l'istinto.
Poi ho imparato.
Il lungo tempo,
che Oren ha passato quasi inerme sotto la cascata,
ha fatto si che,
ora so....
...dovunque io sia...
il mio bosco e' con me.

Es cierto,
pasé mucho tiempo lejos del mundo,
sentado en el techo mirando lo que estaba pasando abajo,
acompañado por el sonido de los grillos en la noche, cuando la mayoría de la vida era dormir
y pensamientos eran libres de vagar sin ser molestados.
Reflexioné todo ,
que navegaba en mi mente,
en esta pantalla,
con los pies, que marcaron huellas, aunque yo estaba sentado,
incapaz de detener,
ávidos de aprender,
a crecer de nuevo,
desafiar al tiempo,
para desafiar el camino .
Mi único refugio,
donde regeneraba me mismo,
fue mi bosque.
Donde todo lo que tenía que tratar,
donde la razón desafió instinto.
Luego me enteré.
El tiempo que Oren ha sido casi impotentes bajo la cascada,
que hizo que,
ahora sé ....
... Donde quiera que esté ...
mi bosque es siempre conmigo.
Non abbandono le mie finestre,
non tralascio i tetti,
non mi svesto di nero,
e' la mia pelle,
e' la mia anima,
non abbandono il passo,
finalmente,
il vento non soffia solo.

No abandono a mi ventanas,
yo no abandono de los tejados,
no me desnudo de negro,
es mi piel,
mi alma,
no abandono el camino,
por último,
el viento no sopla sólo.

mercoledì 7 dicembre 2011

...oloroso...

Spesso si nasconde il proprio capo sotto la sabbia,per non vedere,per non sentire,sperando che gli altri non ci vedano,ci lascino stare,scivolando su temi che portano lo spazio lontano da noi,tralasciando quei momenti che fanno da telaio alla nostra vita,dandola per scontata,per gia' saputa o semplicemente rinnegata.
Si celano i propri bisogni dentro silenziosi pianti,con la vana speranza che vengano ascoltati,dietro maschere fasulle che vestiamo,come pesanti ceroni dina scena che ci convinciamo,...gia' vista.
Il tempo non ha pause,marcia scandendo ogni passo,anche quando stiamo fermi e tutto sembra immobile,quando una goccia di sudore rimbomba contro pareti fantasma e vediamo un cappio sospeso nel centro di una stanza e pensiamo che sia per noi,perche' il rimorso annega l'incosciente voglia di vivere o meglio il bisogno.

Dentro queste botti c'e' il lavoro costante nel tempo,che non dimentica nulla,non lo nasconde,lo esalta e il vino che riposa negli anni prende corpo dalla esperienza ,niente e' tralasciato e la crescita ne determina il sapore,il sentore,il profumo,che invade questa immensa cantina,persistente,intenso,ti penetra dentro.Pare indifferente a cio' che accade ,alle variazioni del clima,all'alternare di cambiamenti e quando riempie il bicchiere e' denso,pieno di vita e l'aroma che lascia riempie la bocca.

E' questo che amo,la sua trasparenza,il non nascondere nulla,la semplicita', che si appoggia sulle labbra ,che riflette negli occhi.Nulla e' difficile,quando la comprensione viaggia con la condivisione di ogni momento,quello presente che cresce e quello passato,che ha reso la nostra"struttura" cos¡ come siamo.




venerdì 2 dicembre 2011

..ES...

Da spettatore osservando questo nuovo mondo,
col sapore della semplicita',
che si allunga sui banchi del mercato,
che riempono le borse della giornata,
tra i richiami dei venditori ,
che battono sul banco il loro lavoro,
a guisa dell'attenzione ,
che l'occhio veste nell'esposizione.

Como espectador de ver este nuevo mundo,
con el sabor de la simplicidad ,
que se extiende en los puestos del mercado,
que llenan las bolsas del día,
entre las llamadas de los vendedores,
que venció en su banco de trabajo,
en la forma de atención,
que el ojo como la exposición.

Da attore protagonista,
frastagliato di riflessi degli sguardi di un pubblico attonito,
quasi attento ai passi che intercalo sull'assito,
alcuni a goderne del suono,
altri a sperare in un tarlo,
a un cedere del palco,
disegnando cerchi,
come aloni,
intorno a schegge di cui non conoscono il significato,
troppo chiusi nel loro mondo,
dove l'essere e' soppresso dall'avere,
giocando partite solitarie,
confrontandosi con un'ombra che rifuggono,
che quando la terra trema,
non intendono,
che e' solo la marcia di una fila di formiche.

Desde Actor,
reflexiones irregulares de una audiencia se ve aturdido,
casi cerca de los pasos que yo intercala sobre el assito, algunos para disfrutar del sonido,
otros con la esperanza de un carcoma,
una transferencia de la etapa,
dibujando círculos,
como halos alrededor de las astillas que no saben el significado,
muy cerca de su mundo
y donde ser eliminado de tener,
jugar solitario,
frente a la sombra huye,
que cuando la tierra tiembla,
no entiendon,
que es solo la marcha de una columna de hormigas.

Nei nostri mille volti,
che non fanno altro,
che filtrare cio' che siamo,
che non cambieremo mai,
in quegli aspetti ,
nei quali molti hanno tentato di porre i loro tarli,
quasi a cambiarci,
in tutto cio' che non rinneghiamo,
di cui non abbiamo il rimorso.
Ti guardo ,
a volte stupita,
nel mio sorriso di totale accettazione,
nel ritrovare gli stessi colori marchiati nell'anima,
con toni differenti,
in queste gocce di tinta,
che colano in salita.

En nuestros rostros,
que no hacen nada,
que filtran lo que somos,
que nunca van a cambiar en los aspectos en los que muchos han intentado poner su carcoma,
como para nosotros el cambio,
en todo que no niega,
de que no tenemos ningún remordimiento.
Te miro,
a veces te sorprende,
sonrisa en mi total aceptación,
en la búsqueda del mismo color marcado en el alma, con diferentes tonos,
las gotas de pintura,
goteo hacia arriba.
E per quanto allargi le mie braccia
e giri il mondo,
la tua mano e' sempre nella mia.


Y para cuanro extendia mis brazos
y el mundo se da de vuelta,
tu mano esta' siempre juntas a mia.







lunedì 28 novembre 2011

.....azoteas.....

Che io ami i tetti non e' una novita',
la mia storia e' legata alla vista delle citta',
dei paesi ,
della vita,
dall'alto.
E adesso mi incanta questo suono di voci la' in basso,
dove la gente esce e si ritrova per le strade,
seduta sui banchi di una birreria,
parlando,
confrontandosi,
condividendo cio' che si ha,
senza nascondersi dietro oscure finestre,
dietro tende calate alla vista.
Questo odore di bucato ,
che sale dalle finestre aperte delle case,
che invade l'aria,
di questa citta' con le porte aperte
e gli occhi puntati sul mondo,
dove la faccia della luna
mischia il suo riflesso a quello dei lampioni.
Posso camminare di tetto in tetto,
sopra il filo della semplicita',
le strade sono strette,
pero' pare che nessuna si nasconda alla vita.
Non mi hai solo aperto le porte della tua casa,
hai lasciato le finestre aperte,
senza veli che le coprano,
mentre i tuoi occhi raccontano di te..
e adesso anche di me.

mercoledì 23 novembre 2011

..600 grammi...

Non ho capito perchè devo ripararmi la testa,quando è il mare che gocciola e la pioggia non fa che raccogliere l'acqua.
Quando tutto scivola sulla mia pelle e le onde della pozzanghera ai miei piedi non fanno che riflettere quello che rimane aggrappato a me,al mio corpo,quello che mi penetra l'anima,indelebile e non si deterge.
Penetra i suoi dolci artigli nel sangue,ne fa parte.
Dovrei fare stare tutta la mia vita in 25 kg. e non sarebbero altro che robe inutili,deteriorabili,che si disperdono col tempo e la scelta tra il mio ghigno e miei sbuffi di vento riempie questo sacco senza vita.
Indeciso se portarmi dietro Nero o Oren,ssssssssst zitti voi e i vostri mille aspetti,vengo quasi tentato di volgere il mio sguardo dietro la mia schiena,ma poi l'occhio mi cade sull'ago della bilancia che segna solo 600 grammi e piano piano si riduce ai 300,quanto pesa la mia anima,con tutti i suoi difetti,cicatrici,follie e sorride a quell'asfalto,putrido letto di nero catrame che mi ha portato fin qua.
Striscio la pianta dei miei piedi e scalzo mi incammino verso l'orizzonte tenendo per mano la mia vita.




lunedì 21 novembre 2011

Quante parole nei nostri occhi,
quanti sguardi nei nostri silenzi.
Eppure nel buio,basta allungare una mano,
sfiorarsi e....
Il tuo sapore è di mare,
il mio di vento.
Non si può legare il mare,
non si può legare il vento.
Uno non specchia l'altro,
eppure si confondono strisciando sulla pelle.


Cuántas palabras en nuestros ojos,
cuantos silencios en las miradas.
Sin embargo, en la oscuridad, apenas llegar una mano,
tocar y ...
Tu sabor es el mar,
mi viento.
No se puede atar el mar,
no se puede atar el viento.
No se reflejan mutuamente,
caminando en la piel, pero están confundidos.

martedì 15 novembre 2011

...enterita....


Quattro passi,
quattro notti,
il mondo sospeso ai bordi,
sul continuo danzare delle parole,
aliti di vento,
che soffiano sui riflessi trasparenti,
di ciò che è stato,
di ciò che è.
Sorrido...
allargando le mie labbra,
io abituato a battere banco,
ascolto il suono delle tue nocche.

Cuatro pasos, cuatro noches, Suspendida en el mundo en el borde, en la danza continua de las palabras, bocanadas de viento, que sopla en las reflexiones transparente, de lo que fue, de lo que es. Sonrío ... abriendo mis labios, yo acostumbrado a pegar el barrio. Escucho el sonido de tu nudillos.
Le parole si perdono tra le tue labbra,
nel mischiare le lingue,
in quei tratti dove la comprensione non ha idioma,
dove uno sguardo accarezza la pelle,
dove la carne striscia sull'altra,
dove ogni silenzio non è celato,
e i passi si incrociano tra le dita,
mentre le labbra serrano,
tremori di trionfo.

Las palabras se pierden entre los labios,
en la mezcla de las lenguas,
en aquellas partes donde el conocimiento no tiene idioma,
donde una mirada acaricia la piel,
donde las tiras de carne por el otro,
donde cada silencio, no se oculta,
y los pasos están cruzados entre los dedos,
mientras aprieta los labios,
temblores de triunfo.

E quella nebbia che stava sui quattro passi si dirada,
gli sguardi si penetrano,
giocando coi colori rari delle pupille,
mentre la pelle palpita ancora
e il buio tinge i colori di nero lucente,
mentre l'eco lontano non incrina il silenzio,
che le nostre parole non nascondono,
scivolano sul nostro odore sul collo,
come torrenti di sorgenti calde.

Y la niebla que estaba entre lo cuatro pasos se algedanza,
ojos penetrantes,
jugando con los colores raros de los alumnos,
mientras que la piel aún late
y el tinte oscuro de color negro brillante
aunque no lo echo rompe el silencio,
que nuestras palabras no se esconden,
deslizamiento en nuestro olor en el cuello,
como arroyos de aguas termales.
In questo nostro nero riflesso dalla tua pelle bianca,si invertono i ruoli,i sospiri si sospendono,è solo un istante,che scorre tra le pieghe alla ricerca del piacere,del tuo,del mio e non è che un sottile velo che copre l'inizio di un cammino senza orizzonti.En esto nuestro negroreflejado sobre la tu piel blancal, se invierten los roles, los suspiros se suspenden, es sólo un instante, que fluye entre las líneas en busca del placer, la tuya, la mía y sólo un delgado velo que cubre lel principio de Horizontes.Guardo ancora i tuoi occhi,puoi leggerti nei miei,posso leggermi nei tuoi,posso ascoltarti nel mio idioma,puoi ascoltarmi nel tuo,il nostro sapore specchia ciò che le nostre anime hanno vissuto,ciò che stanno vivendo.Questo intreccio che non confonde chi tu sei,chi sono io,si stende avanzando anche se l'eco è solo uno.Miro de nuevo tu ojos, tu puedes leer en mi, lo puedo ver en tu, yo te escucho en mi idioma, tu me puede escuchar a tuyo, nuestro gusto refleja lo que nuestras almas han vivido, lo que están experimentando.
Esta trama que no confunda lo que eres, quién soy yo, se extiende hacia delante, aunque el eco es uno solo.